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Grecia, Parlamento vota fiducia al governo. Oggi riunione dell’Eurogruppo

9 July 2012versione stampabile

Dopo un dibattito di tre giorni il parlamento greco ha votato la fiducia al governo di Antonis Samaras. La maggioranza ha raccolto il voto di 179 deputati su 300. Nessuna defezione quindi tra i parlamentari di Nea Demokratia, Pasok e Sinistra democratica, la coalizione pro-euro che ha vinto le elezioni del 17 giugno. Forte di questo voto, che comunque era abbastanza scontato, Samaras potrà chiedere ai partner europei, e soprattutto ai più recalcitranti Paesi nordici, una revisione delle condizioni imposte ad Atene con l’ultimo pacchetto di aiuti. I toni di Samaras e del suo governo, inizialmente piuttosto barricaderi, negli ultimi giorni si sono fatti più morbidi: “Non vogliamo cambiare gli obiettivi del prestito ma solo quegli elementi che provocano recessione e che ci impediscono di raggiungere gli stessi obiettivi”.

Una missione disperata, dal momento che le casse greche sono di nuovo quasi vuote. In cambio dei 130 miliardi di euro, Atene si era impegnata a procedere con un robusto taglio della spesa pubblica, anche attraverso licenziamenti e ristrutturazioni e a procedere con un programma di privatizzazioni. Il governo greco ha disperato bisogno della nuova tranche di aiuti, altrimenti in poche settimane dovrà dichiarare la bancarotta. Per averli, dovrà convincere la troika, cioè Unione europea, Bce e Fondo monetario internazionale che le riforme promesse verranno realizzate.

Intanto oggi a Bruxelles si incontreranno i ministri delle Finanze dell’Eurozona. In cima all’agenda ci saranno Spagna e Italia, Paesi che rischiano di finire di nuovo nell’occhio del ciclone, cioè al centro di un attacco speculativo che potrebbe provocare il crollo dell’intero sistema euro. Si discuterà inoltre dell’implementazione delle misure decise a giugno. A testimoniare che il tempo non volga al sereno sono arrivate anche le borse. Questa mattina quelle asiatiche hanno registrato cali, prevedibili doppo i segnali poco incoraggianti provenienti dai dati macro riferiti a Cina e Giappone, mentre per quanto riguarda l’Europa c’è preoccupazione per i rendimenti dei titoli italiani, con lo spead Btp/Bund che è arrivato al livello di guardia di 480 punti.