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Milano, i giorni dell’internazionale nera

9 July 2012versione stampabile

Mario Di Vito
@delniente

Avete mai sentito un fascista dire a gran voce “Viva la Resistenza”? Siamo alla fine della due giorni organizzata all’hotel Michelangelo di Milano dall’Alleanza nazionale dei movimenti nazionali. Le decine di persone sedute tra il pubblico cominciano ad alzarsi, i relatori hanno concluso. E allora, dalle casse degli amplificatori: “Viva la Resistenza”. Piccolo brivido che corre lungo la schiena: che sta succedendo? I camerati si guardano sconvolti, no, questo proprio non era previsto. Un lunghissimo attimo di silenzio per riprendere fiato e poi: “Viva la resistenza nazionale! Viva l’Italia”. Ah, ecco. Si parla del vecchio Stivale che deve resistere alla “plutocrazia mondialista”. Così va meglio, ora è tutto più chiaro.

Questo l’unico sussulto dell’internazionale nera che tanto aveva fatto discutere il web e tanto poco ha fatto poi rumore nella realtà. Dentro le sale dell’hotel di via Porpora, un paio di telecamere appena e qualche giornalista confuso tra i militanti. Tanti sbadigli nell’ascoltare le solite parole d’ordine, l’unica distrazione rappresentata dalle altissime e biondissime hostess. Fuori, in realtà, un po’ di polizia c’era, ma di manifestanti neanche l’ombra. D’altra parte, in questura nessuno si stava preoccupando granché: le proteste si erano sfogate a colpi di comunicati stampa, poi, Forza Nuova e Hammerskin manco erano stati invitati… Persino il sindaco Pisapia è riuscito a sfangarla con stile: nessuna censura, nessun attacco, solo uno spesso sipario di silenzio sulle redivive camicie nere. Poco rumore per il nulla più assoluto.

E pensare che gli ospiti promettevano scintille: oltre all’immarcescibile Luca Romagnoli – ultimo alfiere della moribonda Fiamma Tricolore – e a una vecchia gloria come Roberto Jonghi Lavarini, si sono visti Bruno Gollnisch del Front National francese, Nick Griffin del British National Party e Béla Kovàcs, europarlamentare di Jobbik, che in Ungheria controlla una fetta consistente del Parlamento. Più, altri oscuri figuri da Malta, Russia, Svezia, Belgio e Bulgaria. Tutti con un credo da portare avanti: neofascisti duri e puri che sembrano usciti dai quartieri popolari degli anni ’80, evoliani con gli occhiali, tetri spiritualisti, reduci dell’arianesimo, fautori dell’idealismo magico. Non c’erano i greci di Alba Dorata. “Quelli stanno con Forza Nuova”, dice un militante con la testa completamente rasata e due occhi blu, gelidi come l’acciaio. “Non fanno parte del nostro movimento – ha spiegato poi l’addetto stampa Massimo Panero –, né potrebbero mai farne parte”.

L’obiettivo dichiarato è di formare un gruppo a Strasburgo, anche se la strada è in salita: servirebbero 25 deputati eletti in 7 paesi diversi. Un’impresa ancora fuori portata, ma se la crisi dovesse aggravarsi ancora, perché non scommettere su un rigurgito nazionalista?

Detto fatto, Romagnoli apre le danze con un attacco serrato a Monti (“un usuraio”) e Napolitano (“è rimasto il vecchio comunista di sempre”): “Li denunceremo, l’Italia non ha più una sovranità monetaria”. Scrosci di applausi dalla platea. Il governo dei tecnici non piace proprio a nessuno. La parola magica: eurolira, “non un ritorno al passato, ma un passo avanti”. Il microfono passa agli altri relatori: “Aboliamo Maastricht, l’immigrazione è una nuova colonizzazione al contrario”. “Dobbiamo allargare l’Europa all’Uzbekistan e all’Algeria”, “Via i minareti dall’Europa, abbiamo chiese e cattedrali”. E la Merkel? “Non sta sbagliando niente, fa gli interessi del suo paese. Sono tutti gli altri che chiedono l’elemosina…”. Non è tutto, lo spazio avanza, e allora: “La Coca Cola fa venire il cancro”. Apoteosi.

Ma, in verità, le presenze sono state molto al di sotto delle aspettative, i camerati italiani – che tanto si erano impegnati – non sono riusciti né a portare gente né a far parlare di sé. Che figura davanti a chi crede di essere a un passo dalla conquista dell’Europa.

Sembra quasi che il vecchio cuore nero dei neofascisti italiani non batta più da queste parti, conquistato un po’ dai “fascisti del terzo millennio” di Casapound – che ha definito i partecipanti al meeting di Milano come “morti che camminano” e esponenti della “destra sepolcrale – e un po’ sempre fedele a Forza Nuova, che della Fiamma Tricolore se ne frega e adesso proverà a godere di riflesso dei successi di Alba Dorata in Grecia. La spaccatura, d’altra parte, è chiara: l’Aemn non è un movimento, ma un partito, con tutte le sue logiche e i suoi meccanismi. E l’antipolitica è sbarcata pure a destra della destra: non è un caso che l’ultima mossa di Casapound, prima ancora di gettarsi nella mischia delle prossima comunali di Roma, sia stata quella di fondare un sindacato. Jonghi Lavarini c’ha provato, qualche tempo fa, a prendersi la piazza, prima che le poltrone. I centri sociali stavano organizzando la marcia di Occupyamo Piazza Affari e il barone nero aveva annunciato la presenza dei suoi ragazzi. Finì che la questura minacciò pesanti sanzioni in caso di teste rapate in mezzo al corteo e tutti restarono a casa, docili come agnellini.

Romagnoli, però, ha idee diverse. L’ex eurodeputato crede ancora di riuscire a trovare un modo per tornare a galla e schiodarsi dal’imbarazzante zero virgola niente percento che collezione ad ogni tornata elettorale. I messaggi d’amore sono tutti per un Pdl ormai ridotto ai minimi termini, pronto a cedere alla favola del “governo mondiale” sostenuto da Aspen Institute, Gruppo Bilderberg e massonerie varie ed eventuali. Il fascino indiscreto del grande complotto.

8 Responses to Milano, i giorni dell’internazionale nera

  1. Alberto

    9 July 2012 at 09:07

    bè,il “governo mondiale” tanto favola non è,e poi di Bilderberg e Trilaterale abbiamo il rapresentante maximo italiano come presidente del consiglio…e pensare un pò che prima la stessa esitenza del Bilderbeg veniva negata,un pò come la mafia o le varie massonerie “negate”…che poi questi gruppi vengano usati per fare propaganda per altri poteri è pure vero,,,infatti queste lobby e società segrete “cospirative”(mafia,massonerie “deviate” ecc) esistono perchè esiste lo stato.Infatti non si deve sostituire un’elitè con un’altra elitè,ovvero uno stato con un’altro stato(come vogliono i fascisti,i social e liberaldemocratici vari,o i comunisti che credono nel mito della “dittatura del proletariato”)ma si bisogna abolire lo stato.

  2. Giuseco

    9 July 2012 at 13:35

    Se ho capito bene, è stata una manifestazione ordinata, senza violenza, in cui sono state dette le cose che dicono il 90% degli Italiani. Giusto?

    • francesco

      21 July 2012 at 09:58

      a giuseco: forse vorrai dire il 90% dei lettori di libero! gli italiani saranno un po’ intorpiditi, ma scemi scemi ancora nn lo sono!

  3. GIUSEPPE M.

    9 July 2012 at 18:31

    Mario De Vito: vergognati! Un articolo pessimo scritto dal peggior iscritto al partito comunista del dopoguerra. Rilassati e svegliati: siamo nel 2012! Sei un giornalista da ZERO VIRGOLA MENO DI NIENTE.

    • francesco

      21 July 2012 at 10:00

      e il tuo commento è stato scritto dal peggior iscritto al msi del dopoguerra?

    • francesco

      21 July 2012 at 10:04

      …e poi che diavolo significa “zero virgola meno di niente”? ma i missini (post-, vetero- o nostalgico-) son tutti così, o a qualcuno è rimasto almeno un neurone?!?

  4. francesco

    9 July 2012 at 20:29

    a parte le teorie cospirazioniste e delle elites (per sapere che le forze economiche guidano le scelte politiche basta molto meno), nn credo che si debbano sottovalutare troppo i rigurgiti neonazisti e neofascisti… la crisi economica e politica (e sociale e culturale) e l’abbassamento della “soglia di guardia” negli anni passati ci rendono più facilmente vittime delle scellerate e irrazionali chimere nazionaliste e xenofobe

  5. alex

    13 July 2012 at 07:56

    Comunque ho visto un servizio di La7 sui deputati eletti di Alba Dorata e…. sono proprio dei fusti!! hehehe:-))