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Ocse: livelli di disoccupazione record in Italia

10 July 2012versione stampabile

Secondo l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), il tasso di disoccupazione a maggio 2012 è stato dell’11,1 per cento, il dato più elevato dall’inizio della crisi finanziaria iniziata alla fine del 2007. Il mese di maggio registra infatti nell’area dell’Ocse 300mila disoccupati in più rispetto al mese precedente, per un valore di 47,7 milioni in totale di persone rimaste senza lavoro. Quasi 15 milioni in più rispetto all’inizio della crisi economica.

Christopher Furlong/Getty Images

Nel rapporto presentato oggi, 10 luglio, a Parigi, in merito al nostro Paese l’Ocse scrive: “L’Italia è stata colpita duramente dalla crisi ed è probabile che la disoccupazione continui ad aumentare”.

Un velo di ottimismo, però, traspare dalla valutazione della riforma del mercato del lavoro approvata lo scorso giugno dal Parlamento.
A questo proposito l’Ocse invita il nostro Paese ad attuarla in tempi rapidi. “È un passo importante. Se sarà immediatamente e completamente applicata, le misure contenute nella riforma possono ridurre significativamente la segmentazione del mercato del lavoro”.

Scrive, inoltre l’organizzazione internazionale con sede a Parigi: “La recente recessione ha colpito duramente l’economia italiana, il cui prodotto interno lordo è diminuito fortemente all’apice della crisi nel 2009. Dopo un temporaneo miglioramento all’inizio del 2011, il tasso di disoccupazione ha ripreso a crescere negli ultimi tre trimestri fino a superare il 10 per cento a maggio e si prevede che continuerà ad aumentare nel 2013”.

Più specificamente, l’Ocse si sofferma sulla disoccupazione giovanile (giovani tra i 15 e i 24 anni). “Il tasso di disoccupazione giovanile è sceso leggermente a maggio di 0,1 punti percentuali al 16,1 per cento”. Per quanto riguarda gli adulti (ovvero le persone che hanno più di 25 anni), invece, il tasso è leggermente aumentato (+ 0,1 per cento), al 6,8 per cento.

Poco ottimistiche anche le previsioni che riguardano la creazione di nuovi posti di lavoro, che “continuerà a restare debole in molti paesi dell’Ocse”. Allo stesso modo, il tasso di disoccupazione che si registrerà il prossimo anno non si dovrebbe discostare di molto da quello attuale, mantenendosi dunque “intorno all’8 per cento”.

Ma ciò che resta più “preoccupante” è la situazione occupazionale dei giovani e delle persone scarsamente qualificate. Dall’inizio della crisi finanziaria l’occupazione giovanile ha registrato una flessione di quasi 7 punti percentuali, mentre quella delle persone scarsamente qualificate è diminuita di almeno 5 punti.

Poco incoraggiante è anche il dato che riguarda la disoccupazione di lungo termine. Nell’ultimo trimestre del 2011, infatti, rileva l’organizzazione internazionale, “oltre il 35 per cento di tutte le persone disoccupate nell’area Ocse hanno trascorso un anno o più senza lavoro e in cerca di un lavoro. È cresciuto anche il numero delle persone disoccupate da almeno due anni: è passato dallo 0,9 per cento dell’inizio della crisi al 1,5 per cento nel quarto trimestre del 2011”.

Una condizione che, secondo l’Ocse, nel breve termine potrà migliorare solo se ci sarà “una ripresa economica più ampia”.