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Spagna, Rajoy annuncia tagli ancora più pesanti

11 July 2012versione stampabile

Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha annunciato un pacchetto di misure molto dure che saranno approvate il prossimo venerdì dal Consiglio dei ministri. La manovra dovrebbe valere oltre 65 miliardi di euro di nuove entrate e minori uscite entro i prossimi due anni e mezzo.

JAVIER SORIANO/AFP/GettyImages

Per il presidente del Consiglio “non vi è scelta”. Ha dichiarato, infatti Rajoy: “Dobbiamo attuare queste misure che ci piaccia o meno. Io sono il primo a fare una cosa che non mi piace ma le circostanze sono cambiate e noi dobbiamo adattarci ad esse”.

Cinque sono le misure più importanti che la Spagna sta per attuare: l’aumento dell’Iva; la revisione dei sussidi di disoccupazione, che saranno più bassi a partire dal sesto mese di percezione; l’eliminazione dello sgravio fiscale per la residenza abituale a partire dal 2013; il taglio dei finanziamenti alle amministrazioni locali; il taglio della tredicesima per i dipendenti statali.

La misura principale è quella riguardante l’incremento dell’Iva, che sarà portata dal 18 al 21 per cento. L’Iva ridotta per alcuni beni e servizi, invece, passerà dall’8 al 10 per cento, mentre rimarrà al 4 per cento per i beni di prima necessità.

Importante è anche la riduzione del sussidio di disoccupazione che, a partire dal sesto mese, passerà dal 60 per cento della cifra iniziale al 50 per cento. Resta invariato, invece, il periodo massimo di durata del sussidio: 24 mesi.

Una revisione integrale” poi, ha annunciato Rajoy, sarà necessaria nel settore dell’amministrazione pubblica. Si parte con la tredicesima natalizia, che verrà sospesa per i funzionari e per le alte cariche dell’amministrazione e, probabilmente, anche per i parlamentari. Verranno ridotti, inoltre, i giorni liberi a disposizione dei dipendenti pubblici e i permessi sindacali. Anche i finanziamenti ai ministeri, che avevano già subito dei tagli nei mesi scorsi, saranno ulteriormente ridotti di altri 600 milioni di euro. Stessa cosa vale per i sindacati, i partiti politici e le organizzazioni imprenditoriali che subiranno tagli del 20 per cento.

Per quanto riguarda le amministrazioni locali, Rajoy ha annunciato, invece, che è prevista una riduzione del 30 per cento del numero dei consiglieri, che sarà posto un tetto agli stipendi dei sindaci e i trasferimenti statali diminuiranno di 3,5 miliardi di euro.

Oltre a queste misure, infine, Rajoy ne ha anche annunciate altre, di portata minore, ma non meno importanti. È previsto, infatti, un aumentato delle tasse sul tabacco e delle tasse sull’inquinamento, sulla base del principio “chi inquina paga”. Le aziende più inquinanti, dunque, si ritroveranno con più imposte da pagare.

Infine, Rajoy ha anche parlato di liberalizzazioni nel settore del trasporto ferroviario e aeroportuale e di “flessibilizzazione degli orari commerciali”, ma non sono stati forniti dettagli in merito. Venerdì prossimo ulteriori chiarimenti in merito all’intera manovra.

3 Responses to Spagna, Rajoy annuncia tagli ancora più pesanti

  1. Raffaele

    11 July 2012 at 18:28

    Certo che dopo che il tanto osannato Zapatero (quello dei matrimoni gay e del “Abbiamo superato il pil dell’Italia e puntiamo alla Francia) ha mandato in bancarotta la Spagna non si può rimproverare nulla a Rajoy!

  2. Marco

    12 July 2012 at 10:16

    Forse non si potrà imputare nulla alla Spagna, ma alle politiche stupide e dannose imposte dalla Germania, e dalle troi(k)e varie si può imputare molto, forse tutto.

    Ma ormai l’hanno capito tutti, tranne i nostri cari leader europei, seguiti da pennivendoli, imprenditori interessati al banchetto delle privatizzazioni, banchieri e economisti della domenica (sera).

  3. alex

    13 July 2012 at 07:40

    E’ facile prendersela con zapatero o con Rajoy,Monti e le varie troike, ma qui fino a quando non si taglia della metà la spesa pubblica del carrozzone statale, la ripresa è impossibile.
    Poichè lo stato paga il denaro sul mercato (dato che viviamo in un economia di libero mercato) a tassi sempre più alti,i dipendenti di codesto stato e dei suoi enti locali devono rinunciare agli assurdi privilegi accumulati negli ultimi decenni.
    Un dirigente ogni 9 dipendenti è una cosa che grida vendetta in un economia come la nostra. I premi di produttività e gli incentivi sarebbero dovuti servire a migliorare l’efficienza degli uffici pubblici,alla fine vengono concessi in egual misura a tutti.
    I sindacati e il pubblico impiego sono diventati una cancrena che sta mangiando le risorse del paese e dunque è li che bisogna tagliare, chi è causa del suo mal pianga se stesso.
    Amen.