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Alta Velocità, la Francia esprime dubbi sul progetto

13 July 2012versione stampabile

Ieri, 12 luglio, il quotidiano Le Figaro riportava le preoccupazioni del governo francese per i troppi progetti approvati senza prevederne le spese. La Tav Torino-Lione sarebbe uno di questi in quanto “troppo costoso”. Parigi, infatti, avrebbe chiesto all’Unione Europea la revisione dell’accordo per l’erogazione dei fondi. Queste le parole del ministro del Bilancio Jérome Cahuzac: “Lo Stato ha previsto una serie di progetti senza averne fissato i finanziamenti. Il governo non avrà altra scelta che rinunciare ad alcune opzioni”, concentrandosi “sull’ammodernamento della rete ferroviaria esistente”.

GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images

Un’altra fonte del governo francese avrebbe poi aggiunto ieri sera: “La posizione ufficiale della Francia è questa: la linea ad alta velocità Lione-Torino è un grande progetto, importante, di rilevanza europea, al quale continuiamo a credere. Ma proprio perché è di rilevanza europea è necessario che l’Unione se ne faccia carico”.

 

La crisi economica, dunque, sembra aver coinvolto anche l’Alta Velocità. Secondo quanto dichiarato dall’esecutivo francese in questi ultimi due giorni, infatti, il progetto della Tav non andrà avanti se non prima Bruxelles fornirà informazioni precise circa i reali costi dell’intera opera. Costi che prima d’ora non erano mai stati quantificati ma che, secondo indiscrezioni, sarebbero compresi tra i 2 e 12 miliardi di euro.

 

Se da un lato la nuova posizione francese viene vista come un possibile freno nei confronti dell’alta velocità, d’altro canto il governo italiano sembra smentire, o comunque minimizzare. Corrado Clini, ministro dell’Ambiente, ha dichiarato al riguardo: “Non ci risulta un ripensamento sulla Torino-Lione”.

 

Anche secondo il commissario del progetto Mario Virano la vicenda sarebbe soltanto “una tempesta in un bicchier d’acqua”. Riferisce il commissario: “Non è in discussione la realizzazione del tunnel di base, prevista dai trattati internazionali. Il governo di Parigi ha messo in campo un progetto di revisione simile a quello già fatto in Italia e che ha portato ad un diverso fasaggio dei lavori”.

 

Anche il movimento No Tav ha accolto le dichiarazioni francesi con realismo: “La Francia ha fatto i conti e chiaramente ha iniziato a preoccuparsi un po’. Tolta la patina dei vari fan del Tav, ecco che la realtà fa pendere i giudizi dalla parte di chi è contrario per tutti i motivi sopracitati e alcuni in più. Il vero dato di fatto è che il banchetto imbandito incomincia a traballare e come ripetiamo da tempo, di scontato non c’è nulla. Non ci aspettiamo nulla, del resto viviamo le politiche di un governo che taglia solo e alimenta l’austerity senza mai prendere in considerazione la cancellazione di questo enorme spreco di denaro pubblico”.

 

E, infatti, il ministro della Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha annunciato stamattina: “Ho appena parlato col ministro francese dei Trasporti e non c’è in nessuna delle loro ipotesi una modifica ai piani e agli impegni gli presi. La Tav, così importante come progetto nei corridoi europei, è totalmente confermata da parte nostra e anche in maniera piena dal governo francese”.

 

Proprio di “una tempesta in un bicchier d’acqua” si tratterebbe allora, dal momento che anche una fonte del ministero del Bilancio francese avrebbe riferito già ieri sera all’Ansa: “!sullo stop del progetto dell’alta velocità Torino-Lione non bisogna trarre conclusioni affrettate”. La nuova posizione di Parigi, dunque, non va interpretata come una rinuncia al progetto, ma solo come “una missione che sta valutando la correttezza degli investimenti pubblici”.