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Giappone, Kenzaburo Oe: media e governo, complicità atomica

13 July 2012versione stampabile

Gabriele Battaglia
@Chen_the_Tramp

Nella conferenza stampa di preparazione per quella che probabilmente sarà una delle manifestazioni antinucleari più grandi della storia giapponese, Kenzaburo Oe, premio Nobel 1994 per la letteratura, ha dichiarato che la scelta pro atomo del sua Paese è figlia della collusione tra il governo nipponico dell’immediato dopoguerra e i maggiori media.

FRANCOIS GUILLOT/AFP/Getty Images

Lo scrittore 77enne ha in particolare puntato l’indice contro Matsutaro Shoriki, magnate dell’informazione che controllava il Yomiuri Shimbun, e contro il primo ministro Yasuhiro Nakasone, quella specie di Andreotti giapponese (classe 1918, ancora in vita) che ha caratterizzato la vita politica del Sol Levante dagli anni Cinquanta alla fine degli anni Ottanta.

“Nakasone disse che, visto che non disponeva di risorse, il Giappone avrebbe avuto bisogno di trovare una nuova fonte di energia, che gli Stati Uniti avevano già inventato”, Oe ha dichiarato ai giornalisti. “Gli Stati Uniti fornirono gratuitamente al Giappone il know-how, le macchine e il combustibile che è poi diventato il primo stock di quelle scorie nucleari che ora ci procurano un grosso problema”.
Nakasone – che ebbe diversi incarichi istituzionali prima di diventare Primo ministro nel 1982 – è stato un grande promotore dell’energia nucleare fin dagli anni Cinquanta.
Matsutaro Shoriki, che per qualche tempo era stato alla guida dell’agenzia governativa per la scienza e la tecnologia, “colse al volo questa opportunità” e con il suo giornale promosse incondizionatamente la tecnologia, ha detto Oe.
“La struttura fondamentale del Giappone in cui viviamo oggi è stata definita in quel momento e da allora va avanti. È questo che ha portato alla grande tragedia” di Fukushima, ha aggiunto.

Per la manifestazione di lunedì prossimo, gli organizzatori sperano nella partecipazione di almeno 100mila persone.
Anche il premio Oscar e compositore Ryuichi Sakamoto e molti altri personaggi della cultura giapponese si sono adoperati per la protesta antinuclearista. Tra questi, il giornalista Satoshi Kamata e il commentatore economico, politico e sociale, Katsuto Uchihashi.

Durante la conferenza stampa, proprio Kamata ha affermato che il Primo ministro Yoshihiko Noda ha bellamente ignorato la volontà del popolo quando, meno di 24 ore dopo avere ricevuto una petizione di segno contrario firmata da sette milioni e mezzo di giapponesi, ha ordinato il riavvio dei reattori presso l’impianto nucleare di Oi. Kamata ha definito il gesto del premier “molto offensivo”.
Uchihashi ha invece denunciato la sostanziale non copertura delle manifestazioni contro l’atomo da parte dei media giapponesi.
“Prima dell’11 marzo 2011, tutti i media hanno avuto un ruolo di primo piano nel sostenere il mito della sicurezza nucleare … È ora importante che sappiano e facciano sapere ciò che vogliono i cittadini che partecipano a questo movimento”, ha aggiunto Kamata.