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Siria, allarme Wall Street Journal: “L’esercito pronto a usare armi chimiche”

13 July 2012versione stampabile

Un oppositore brucia un ritratto di Bashar al Assad (Alessio Romenzi/AFP/Getty Images)

Notizie inquietanti da Damasco. Sono quelle che riporta il Wall Street Journal che oggi ha dato voce ai timori di alcuni elementi della diplomazia e dell’esercito Usa, secondo i quali il regime di Bashar al Assad si starebbe preparando ad usare armi chimiche per reprimere la rivolta scoppiata ormai più di un anno fa e che ormai si è trasformata in una guerra civile. “Alcuni funzionari degli Stati Uniti temono che Damasco intenda usare queste armi contro i ribelli o i civili, nel quadro di una campagna di pulizia etnica”, scrive il quotidiano statunitense, citando fonti anonime.

Il sospetto nasce dalle operazioni di spostamento, riferite da funzionari statunitensi, delle imponenti riserve di armi chimiche di cui dispone la Siria. Riserve ingenti che da anni impensieriscono non solo Washington ma anche i Paesi dell’area. Si tratterebbe di gas nervino e cianuro. In realtà, se il movimento di armi è dato per sicuro, non è altrettanto certa la ragione per la quale questo sia avvenuto. Secondo alcune fonti, il regime si starebbe preparando ad usarele nel conflitto, per schiacciare la composita opposizione armata. Secondo altre però la mossa avrebbe uno scopo puramente precauzionale: Assad avrebbe ordinato di mettere spostare i gas in luoghi più sicuri nel timore che i ribelli ne entrino in possesso.

Il timore delle fonti citate dal Wsj è che però ci si trovi in prossimità di un punto di non ritorno:”Questo fatto (l’uso di armi chimiche) potrebbe creare un precedente di uso di armi di distruzione di massa sotto i nostri occhi”, si legge nel pezzo.”Questo è incredibilmente pericoloso per la nostra sicurezza nazionale”. Da settimane ormai al presidente Barack Obama arrivano report dell’intelligence sempre più allarmanti, sulle riserve di gas nervino a disposizione del regime siriano. Informazioni che naturalmente la Casa Bianca sta usando come strumento di pressione su quei Paesi, Cina e Russia in testa, che si sono mostrati più recalcitranti nei confronti dell’ipotesi di un intervento più muscolare nella crisi siriana.

3 Responses to Siria, allarme Wall Street Journal: “L’esercito pronto a usare armi chimiche”

  1. wavettore

    14 July 2012 at 11:00

    Senza precedenti nella storia, questa crisi mondiale e’ stata provocata tramite un evento di terrore (l’11 Settembre) pianificato da un presidente Americano, George Bush. Questo fu proprio per destabilizzare gli equilibri di tutti i Paesi e dare l’inizio ad una catena di eventi quasi inevitabili ognuno di questi parte dello stesso Piano.

    Da simultanee rivolte sobillate in tanti Paesi Arabi l’unico a trarne beneficio sara’ infine lo Stato di Israele con l’espansione del proprio territorio
    mentre
    in Europa e negli USA, le risorse finanziarie “come magia” spariranno attraverso bailouts, tagli fiscali ed elaborate manovre di emergenza che saranno legiferate solo per apparire di beneficio a quei Paesi ma invece disegnate apposta per il loro collasso (eccetto l’Inghilterra che spingera’ l’Europa oltre il precipizio)

    E’ piu’ vicino di quanto non credi.

    Dalla grande poverta’ arrivera’ il caos e l’anarchia mentre l’ingovernabilita’ preparera’ il palco per una Tirannia Mondiale.

    Esiste una sola Soluzione

    http://www.wavevolution.org

  2. AglieglieBratsov

    14 July 2012 at 17:48

    Sono quelle di Saddam

  3. alex

    16 July 2012 at 09:19

    Non c’è nulla da aggiungere: gli americani (e soprattutto certe Lobbies che controllano i principali giornali di New York e che è vietato nominare pena l’accusa di antisemitismo)pensano che abbiamo tutti l’anello al naso e la sveglia al collo. Fra l’altro in questi ultimi giorni sono apparse notizie su acquisti faraonici della moglie di Assad a Londra, è una notizia vecchia di mesi che le agenzie di controinformazione riprendono per infuocare ancora di più gli animi dei benpensanti in previsione di un’attacco “preventivo” o di “peacekeeping” come li chiamano loro le invasioni di stati sovrani.
    Assad sarà pure un dittatore, ma ha tenuto in piedi uno stato laico multiconfessionale, e non ha le bombe atomiche nascoste come i suoi vicini israeliani.