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Argentina, troppi impiegati pubblici. Ma i conti statali non tornano

16 July 2012versione stampabile

Nonostante l’ottimo modo di governare della presidente Cristina Kirchner, in Argentina non mancano polemiche infuocate e scioperi, soprattutto nei vari settori statali.

DANIEL GARCIA/AFP/Getty Images

Blocchi delle strade, scioperi ad oltranza degli insegnanti e massicce proteste dei lavoratori statali: tutte le categorie reclamano il pagamento degli stipendi.

Una brutta tegola per il governo Kirchner che ha visto per la prima volta in 12 anni l’organizzazione di uno sciopero generale, proprio contro il suo governo.

Non solo. Secondo gli analisti, lo Stato argentino avrebbe esagerato con l’assunzione di personale pubblico, cosa che potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio per i prossimi anni.

La notizia è stata resa pubblica dalla Fundaciòn de Investigaciones Economicas de Latinoamerica (Fiel), che ha sottolineato che dall’avvento della famiglia Kirchner nel 2003 a oggi, il settore pubblico argentino ha assunto un milione di nuovi lavoratori. In pratica circa 300 nuove assunzioni al giorno.

I numeri parlano chiaro: con Nestor Kirchner alla presidenza gli impiegati pubblici erano 2,2 milioni. Con la presidenza della moglie si è arrivati a oltre 3,1 milioni. Troppi anche per un’economia emergente. Questo significa che negli otto anni di governo Kirchner gli impiegati del settore pubblico sono aumentati del 43 per cento, più del doppio dell’aumento nel settore privato che è arrivato al 21 per cento.

Secondo l’esperta che si è occupata di scrivere il rapporto, Nuria Susmel, l’enorme crescita del pubblico impiego è stata uno dei fattori determinanti per la riduzione della disoccupazione.

“Dal 2003 al 2011 il numero di disoccupati si è ridotto di quasi due milioni, dei quali almeno il 45 per cento è stato assorbito dal settore pubblico” ha spiegato l’analista.

La diminuzione del tasso di disoccupazione, passato dal 17 al 7 per cento in pochi anni, è cnisderato uno dei maggiori meriti del governo della Kirchner.