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Bombardamenti aerei italiani in Afghanistan: il Parlamento batte un colpo

16 July 2012versione stampabile

Enrico Piovesana

A seguito dell’intervista di E-il Mensile al portavoce del contingente italiano in Afghanistan, in Parlamento è stato chiesto al ministro della Difesa di riferire sulla campagna di guerra aerea in cui sono impegnati i nostri cacciabombardieri.

“Nei giorni scorsi – si legge nell’interpellanza urgente presentata dall’onorevole Augusto Di Stanislao (Idv) – sul portale E-il Mensile è apparso un articolo dal titolo ‘Afghanistan: Italia in guerra al cento per cento’ in cui viene riportata l’intervista al tenente colonnello Francesco Tirino, portavoce del contingente italiano in Afghanistan”.

“Nell’intervista – prosegue il testo – il colonnello dichiara che i nostri assetti presenti in teatro, Amx compresi, vengono usati al cento per cento della loro capacità a difesa delle nostre truppe sul terreno, dei nostri alleati e della popolazione afgana. Rispondendo alle domande afferma, inoltre, che nell’ambito dell’operazione congiunta Shrimp Net gli Amx vengono impiegati con sgancio di bombe per queste attività o per azioni preventive: ad esempio, le bombe a guida laser sganciate dai nostri Amx hanno distrutto un’antenna collocata in una zona impervia di montagna e usata dagli insorti per le loro comunicazioni radio. È altresì emerso che secondo fonti di stampa afgane ci sarebbero stati decine di militari afgani uccisi da ‘fuoco amico’ nel corso di bombardamenti aerei alleati in Gulistan”.

L’interrogazione si conclude con la richiesta al ministro della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, di “relazionare le conseguenze sul campo della decisione di eliminare i caveat decisi dal Parlamento senza che essa fosse discussa e votata in Aula autorizzando pertanto i bombardamenti e se non ritenga di dover riferire circa le operazioni nelle quali i nostri contingenti sono impegnati nell’utilizzo degli Amx con sgancio di bombe”.

Il governo dovrebbe rispondere oralmente in aula tra giovedì e venerdì.

 

2 Responses to Bombardamenti aerei italiani in Afghanistan: il Parlamento batte un colpo

  1. enzo caparrelli

    16 July 2012 at 15:59

    che schifo

  2. Alberto Soave

    17 July 2012 at 14:57

    Che l’Italia fosse in guerra lo sappiamo almeno dal 1999. Al di là di artifici dialettici (missione di pace, peace keeping, forza di interposizione, ecc.), è evidente che è stato subordinato il rispetto del mandato imperativo categorico dell’art. 11 della Costituzione, nel quale viene usato il termine inequivocabile “ripudia”.
    In parole povere, marina e aviazione sono estensioni mobili su acqua e in cielo dell’artiglieria, la quale è, per definizione, arma di offesa a distanza (von Clausevitz: l’artiglieria conquista, la fanteria occupa). Quando si usano i caccia bombardieri è ovvio che questi facciano il loro mestiere, ovvero sganciare bombe. Non per niente nella seconda guerra mondiale, quando il termine caccia bombardieri non era ancora stato coniato, questi venivano definiti bombardieri da picchiata, armi tipicamente offensive.
    Che poi le bombe abbiano ormai raggiunto una precisione “chirurgica” è un’altra bufala colossale.