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Italia, azienda in crisi rifiuta committenza militare per coerenza etica

16 July 2012versione stampabile

L’etica sembra ancora il motore che muove le decisioni di qualcuno, anche in tempi di crisi. L’azienda Morellato Termotecnica di Ghezzano, provincia di Pisa, ha rifiutato una commessa da parte della WAAS, Whitehead Alenia Sistemi Subacquei, un’azienda del gruppo Finmeccanica che è leader a livello mondiale nel settore dei Sistemi Subacquei a scopo bellico.

KAZUHIRO NOGI/AFP/GettyImages

La WAAS, infatti, aveva fatto una richiesta di preventivo al giovane ingegnere Valerio Morellato, fondatore e direttore di due piccole aziende che si occupano di energie rinnovabili e climatizzazione. Quest’ultimo, però, ha rifiutato la commessa per motivi etici, scrivendo: “Consapevoli che il nostro contributo alla realizzazione della struttura militare sarebbe stato marginale e certamente ci sarà un’altra azienda che ci sostituirà, non ce la sentiamo di mettere le nostre competenze al servizio di un’opera che potrà sviluppare tecnologia bellica”.

Una decisione non facile, dal momento che l’importo perso si aggira intorno ai 30 mila euro, e dal momento che la crisi economica ha colpito duramente anche le due aziende di Morellato, costringendo alcuni dipendenti a ricorrere anche alla cassa integrazione. Eppure, dopo una discussione interna, come previsto dal patto per il Distretto di Economia Solidale di Pisa a cui l’azienda aderisce, e una esterna, con l’Officina dell’Economia Solidale di Pisa (associazione che sostiene la cooperazione tra imprese economiche eticamente orientate), il giovane ingegnere ha deciso di tirarsi indietro.

Un rifiuto che, afferma lo stesso Morellato, molti dei suoi dipendenti non prenderanno bene, poiché in Italia “bisogna lavorare ancora molto perché persone e aziende non rimangano più compressi tra necessità e coerenza”.

7 Responses to Italia, azienda in crisi rifiuta committenza militare per coerenza etica

  1. Alessandro

    16 July 2012 at 17:48

    giù il cappello davanti ad una scelta così coraggiosa…

  2. gIAN

    16 July 2012 at 18:34

    Ottima scelta,l’etica deve prevalere…e dico di più,bisogna samntellare tutto il complesso militar/industriale(Finmeccanica,Fincantieri ecc)difeso a spada tratta ,tra l’altro,dai sindacati corporativi.

  3. roberto simone

    17 July 2012 at 13:11

    Scelta coraggiosa non tanto per la rinuncia alla commessa in sé (30.000 euro non è una cifra particolarmente alta) quanto per le conseguenze: significa che l’azienda si sta precludendo tutta quella fetta di mercato che ha o potrebbe avere ricadute belliche. E di questi tempi non è roba da poco. Spero che tanta coerenza e senso di responsabilità siano premiati.

  4. SERENA GILI

    17 July 2012 at 13:20

    Un grazie enorme a persone come questo ingegnere, che con le loro decisioni coraggiose spinte dalla morale, ci spronano a continuare a credere e a lottare affinchè il mondo cambi in meglio!

  5. Nando Grassi

    18 July 2012 at 16:52

    Vorrei che l’ingegnere Morellato e le sue aziende ricevessero un riconoscimento pubblico per la loro scelta, ancora più coraggiosa e meritevole in tempo di crisi.

  6. Claudio Grassi

    19 July 2012 at 12:45

    Grandi!!!
    Non capisco ancora perchè l’Italia si debba armare di siluri, missili ecc.

  7. Gabriele

    19 July 2012 at 14:52

    Il nome di quest’Azienda deve essere pubblicizzato. Non farà più affari con un mercante di armi, ma se l’aiutiamo a farsi conoscere potrà trovare cento altri committenti degni di lei. Queste sono vere rivoluzioni.