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Ultimo post. Stieg Larsson ed E il Mensile. Vi dico perché

17 July 2012versione stampabile

Anche io come i lettori provo un senso di grande tristezza alla notizia della chiusura di questa importante voce del giornalismo italiano.
Dunque, ahimè, questo è l’ultimo post del Quinto Mondo. Era tempo che pensavo di dedicare un post a Stieg Larsson, sì, il giornalista e romanziere svedese autore del best-seller «Uomini che odiano le donne». Non l’avevo pensato come il requiem di questo blog, ma le cose possono anche coincidere. Perché Stieg Larsson prima di scrivere la trilogia su Lisbeth Salander e morire d’infarto senza poter vedere la sua creatura venduta in milioni di copie, era un giornalista impegnato sul fronte del razzismo e della violenza contro le donne: questi erano i due suoi pallini. In libreria è arrivato da poco «La voce e la furia», editore Marsilio, che raccoglie una serie di articoli di Larsson usciti negli anni Novanta e i primi Duemila sulla rivista Expo, che lo scrittore aveva contribuito a fondare e che dirigeva. Una rivista fortemente impegnata. Il libro è una lettura illuminante, che consiglio a tutti. Come nei romanzi, anche nei suoi articoli Larsson c’entra in pieno il bersaglio. Nel 2003 scriveva, a proposito della tolleranza della politica nei confronti della nuova destra eversiva: «I politici che vogliono minimizzare il significato della crescita di questi gruppi sostengono che l’estrema destra parlamentare “si adatta” al sistema democratico, diventando così innocua e inoffensiva. In realtà sono spesso i partiti democratici ad adattarsi alla retorica e al messaggio dell’estrema destra». Sembra che parli dell’Italia.
E come sempre, c’entra la “retorica”: cioè il linguaggio. Larsson sottolinea l’importanza della stampa nel processo di “assuefazione” dell’opinione pubblica e della politica rispetto a questi fenomeni. Non ricordo in quale dei tre romanzi, credo il secondo, Larsson scrive una delle migliori pagine della trilogia, ed è proprio sul giornalismo. Quando la socia del protagonista, Erika, passa a dirigere un grande giornale “mainstream” si trova di fronte a un consiglio di amministrazione che mentre licenzia e riduce la redazione si premia con bonus milionari. Larsson ha scritto una scena volutamente j’accuse, in cui si fa l’elenco delle sperequazioni che quotidianamente avvengono nei grandi giornali. Collaboratori pagati una miseria e inviati che devono per forza viaggiare in business e dormire nei 5 stelle…
Larsson ha lasciato una grossa lacuna in un nuovo tipo di pensiero anticonformista in Europa; nello stesso modo E-Il Mensile lascerà un buco altrettanto doloroso: c’è ancora parecchio bisogno in Italia di giornalismo che scalzi le baggianate dei siti dei giornali, delle semplificazioni al limite dello sberleffo, delle notizie date sperando in un click e poi sconfessate perché inesatte. Ogni giorno, questo giornale farà sentire la sua assenza. Proprio sui temi cari a Larsson: razzismo, omofobia, diritti civili. Le scene indecorose uscite dall’ultima riunione nazionale del PD la settimana scorsa, proprio sui temi dei dritti civili, non fanno ben sperare. C’è ancora molto bisogno di stampa pensante. Ma non è un addio, semmai un arrivederci.