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Occupy The Hood (2)

18 July 2012versione stampabile

Enrico Piovesana

(Segue dalla prima parte)
In alcune città, Occupy The Hood è diventato un forte fattore di propulsione e aggregazione dei movimenti locali. E’ il caso di Los Angeles. Tra le decine di Occupy di quartiere che compongono il movimento della megalopoli californiana, i più intraprendenti sono gli attivisti di Occupy Skid Row: ghetto afroamericano/ispanico nel cuore di Downtown LA, con la più alta concentrazione di homeless degli Stati Uniti (oltre 7mila su 17mila residenti) e un tasso di povertà da terzo mondo (il 42 per cento dei residenti sotto la soglia di povertà).

L’Occupy The Hood di Skid Row è nata per iniziativa di Bilal e General Dogon, ex Pantera Nera il primo, ex capo di una gang dei Bloods il secondo, da anni impegnati nel sociale nell’associazione di quartiere Los Angeles Community Action Network (LA CAN). Insieme a Brother TC, carismatico leader nero della comunità homeless di Skid Row, sono riusciti a portare le gravi problematiche del loro quartiere alle assemblee di Occupy LA, trasformando Skid Row nel principale terreno di mobilitazione politica del movimento cittadino.

“Noi sosteniamo e ci consideriamo parte di Occupy Wall Street – spiega General Dogon a PeaceReporter – ma dal nostro punto di vista ha dei limiti: è nato come un movimento della classe media bianca e con un’agenda molto generale e teorica. Occupy The Hood porta nel movimento la voce della comunità nera e ispanica, la voce dell’America più povera, le problematiche concrete dei quartieri poveri e della gente che già aveva poco e che con la crisi ha perso anche quello, di chi invece di ricevere aiuto dalle istituzioni viene privato di ogni garanzia sociale e perseguitato in quanto povero”.

“Per esempio il nostro quartiere, Skid Row, era già molto povero prima della crisi – continua General Dogon – ma a causa della politica la situazione è ulteriormente peggiorata. Invece di investire in programmi sociali per dare lavoro a chi l’aveva perso o fornire un alloggio ai nuovi homeless generati dalla crisi dei mutui, hanno investito milioni di dollari per costruire una nuova stazione della polizia e per aumentare il numero degli agenti, intensificando la loro politica di criminalizzazione della povertà per ‘ripulire’ il quartiere e gentrificarlo allo scopo di poter avviare una speculazione immobiliare residenziale. In una parola: pulizia etnica e sociale a fini di lucro”.

Una ‘pulizia etnica’ che spesso assume forme anche violente, con pestaggi e uccisioni, come spiega a PeaceReporter Bilal, cofondatore di Occupy The Hood Skid Row. “La gente di questo quartiere, in particolare homeless, neri e ispanici, viene arrestata per infrazioni minime: chi attraversa la strada fuori dalle strisce pedonali, chi getta la genere a terra, chi viene sorpreso a dormire sui marciapiedi di giorno viene portato in galera. Per non parlare di chi viene sorpreso con una birra o con una canna di marijuana. Tutte infrazioni tollerate nel resto nella città, non qui a Skid Row”.
(Segue terza parte)