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Occupy The Hood (3)

18 July 2012versione stampabile

Enrico Piovesana

(Segue dalla seconda parte)
“Il risultato di questa politica di criminalizzazione di massa – spiega Bilal – è una media di settecentocinquanata arresti al mese. Undicimila residenti del quartiere hanno subito un arresto negli ultimi anni: vale a dire tutti, vecchi e bambini esclusi! Sperano di cacciarci, ma non abbiamo dove andare”.

“L’unico risultato che ottengono è quello di sporcare le fedine penali dell’intera comunità, privando così tutti del diritto ad accedere ai servizi sociali, a una casa popolare, agli assegni di disoccupazione. Stanno devastando le vite delle fasce più deboli della popolazione. E’ una politica ingiusta, criminale e disumana, che va denunciata e contrastata. Non si può combattere la povertà facendo la guerra ai poveri! Non voglio homeless per le strade? Costruiscano case popolari invece di spendere i soldi per la repressione”.

“Occupy The Hood non è un’organizzazione nel senso stretto della parola, è più che altro un concetto”, spiega Bilal. “Il concetto secondo il quale nessun movimento, neanche un movimento dalle grandi potenzialità come Occupy Wall Street, può sopravvivere e ottenere risultati concreti se non si radica nelle realtà sociali di quartiere, se non affronta le problematiche concrete della popolazione più bisognosa, se non lotta a fianco degli ultimi, di quelli che vivono quotidianamente sulla loro pelle le ingiustizie di questo sistema, che ala fine sono il vero 99 per cento”.

Grazie ad Occupy The Hood Skid Row, la problematica sociale di questo quartiere è diventata una delle principali istanze sostenute da Occupy Los Angeles, che da mesi organizza ogni venerdì sera una marcia di protesta dalla piazza centrale in Downtown, Pearshing Square, fino ai margini di Skid Row, per portare le tende del movimento accanto a quelle dei senzatetto, che in tenda ci dormono per necessità non per protesta.

Grazie agli attivisti afroamericani e ispanici che partecipano attivamente alle riunioni di Occupy Los Angeles, tutto il movimento cittadino è pronto a mobilitarsi in loro difesa. Una sera di aprile, dopo l’ennesima ondata di arresti condotti dalla polizia con la collaborazione dei ‘Camicie Rosse’, vigilantes privati soldo delle aziende del quartiere, Brother TC è intervenuto a un’assemblea annunciando per l’indomani una marcia di protesta sul quartier generale di queste guardie private.

L’appello è stato raccolto dal movimento e diffuso via Facebook e Twitter, ma la polizia – informata della protesta – ha arrestato Brother TC dopo averlo sorpreso a dormire nella sua tenda cinque minuti dopo la scadenza del coprifuoco notturno. Senza TC la protesta di quel giorno è stata annullata per evitare tensioni, ma gli Occupy di tutti i quartieri di Los Angeles hanno deciso di incentrare su Skid Row la grande manifestazione del primo maggio, quando il quartiere è stato festosamente occupato da migliaia di manifestanti che scandivano slogan a sostegno degli homeless, per il diritto alla casa, contro la loro criminalizzazione della povertà, contro al repressione e la discriminazione razziale.
(Fine)