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Africa, dalla Cina pronti 20 miliardi di dollari da investire in tre anni

19 July 2012versione stampabile

Il presidente sudafricano Jacob Zuma arriva al Forum Cina Africa accolto dal presidente HU (ndy Wong - Pool/Getty Images)

La Cina continua a puntare sull’Africa e lo fa raddoppiando gli aiuti. Ammonta a 20 miliardi di euro la somma che Pechino ha dichiarato di voler stanziare per lo sviluppo del continente africano, una cifra da spalmare sul triennio 2012-2015, che equivale al doppio di quanto già speso in quello precedente, dal 2009 a oggi. L’annuncio è stato dato dal presidente cinese Hu Jintao nel corso di un meeting con i capi di Stato e di governo di cinquanta Paesi africani tenutosi nella Grande Sala del Popolo, a Pechino. “La Cina supporta sinceramente e con tutto il cuore i Paesi africani nella scelta del loro percorso di sviluppo”, ha detto Hu. La notizia che la Cina non solo continui ma espanda la sua penetrazione in Africa, in uno stadio già molto avanzato, non fa piacere a Bruxelles, né a Washington, né a quanti vedono nella strategia cinese un approccio cinico, per cui Pechino in realtà starebbe comprando il proprio accesso preferenziale a idrocarburi e minerali di cui ha disperatamente bisogno per alimentare la propria crescita vertiginosa.

E il corollario di queste accuse è che il governo cinese, in questa corsa alle ricchezze minerarie del continente, non baderebbe a spese ma nemmeno al pedigree dei propri interlocutori. La Cina fa affari con governi che violano i diritti umani, sostengono senza mezzi termini a Bruxelles, dove infatti viene guardata con sospetto la politica cinese “cheque book”, del libretto degli assegni. L’Unione europea continuerà a condizionare l’erogazione di fondi alla trasparenza nella gestione degli stessi da parte dei suoi partner, riferiscono fonti dell’Unione. Ma è una posizione difficile che non paga. Emblematica la risposta del presidente sudafricano, Jacob Zuma,secondo cui “L’esperienza dell’Africa con l’europa ci impone cautela nell’avviare partnership con altri Paesi”. Per poi far partire la stilettata: “Ci fa particolarmente piacere il fatto che la relazione dei Paesi africani con la Cina sia una relazione tra pari e che gli accordi stabiliti siano mutualmente redditizi. Siamo convinti che le intenzioni della Cina siano diverse da quelle dell’Europa, che continua nel tentativo di influenzare l’Africa cercando un guadagno esclusivo”. Un entusiasmo, quello di Zuma, che sorprende, dal momento che l’attivismo cinese in Africa e l’assenza di scrupoli nella gestione degli affari aveva prodotto un irrigidimento anche di parte dell’opinione pubblica africana e aperto un dibattito sulle reali opportunità create dall’abbraccio con Pechino.