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Usa, inviati cacciamine nel Golfo Persico

19 July 2012versione stampabile

Le forze armate statunitensi e quelle di altre 20 nazioni alleate hanno organizzato una serie di esercitazioni militari nei pressi del Golfo Persico dopo che il governo iraniano aveva avvisato di voler bloccare lo Stretto di Hormuz come risposta alle sanzioni internazionali imposte a Teheran.

 

AFP/Getty Images

Il portavoce del Pentagono, George Little, ha riferito che le manovre si svolgeranno tra il 16 e 27 settembre e parteciperanno insieme a loro “più di 20 Paesi” alleati. Paesi che, però, non sono ancora stati resi noti.

Little si è riferito alle esercitazioni come necessarie per “preservare la libertà di navigazione nelle acque internazionali nel Medio Oriente”, negando, quindi, che si tratti di un messaggio per l’Iran.

Ufficialmente, quindi, anche lo scopo del massiccio aumento di navi da guerra statunitensi degli ultimi giorni sarebbe soltanto quello di impedire che Tehran blocchi lo Stretto di Hormuz, da dove passa almeno il 25 per cento del petrolio mondiale. Secondo molti però, il presidio è in realtà un chiaro avviso di un possibile attacco in caso di mancato accordo sul nucleare iraniano.

Gli Usa hanno iniziato a rafforzare militarmente la regione nei primi mesi del 2012, raddoppiando anche il numero di elicotteri anti-mine e droni sottomarini che operano nel Golfo.

Il comando centrale americano (Centcom), intanto, ha sottolineato che lo scenario di esercitazione multinazionale denominata IMCMEX 12, “si concentra soprattuto nella parte mediorientale del Mar Rosso, del Golfo di Aden, del Golfo di Oman e del Golfo Persico, ovvero nella parte di mare più minacciata dai possibili attacchi estremisti”.

Sin da subito, Teheran si è dichiarato fortemente contrario al presidio, dichiarando che “la presenza militare americana nel Golfo è fonte di insicurezza nella zona”.

In effetti, già lo scorso lunedì si sono verificati degli screzi, quando una nave da guerra americana ha aperto il fuoco su un peschereccio, nella costa degli Emirati Arabi Uniti, uccidendo un indiano e ferendone altri tre.