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Via d’Amelio, venti anni fa

19 July 2012versione stampabile

Angelo Miotto
@angelomiotto

 

 

Venti anni. Il giorno della strage di Via D’Amelio. Oggi sappiamo molto e non ancora tutto, ma i contorni di quell’omicidio fanno rabbrividire. La consapevolezza delle frasi pronunciate prima dell’esplosione da Paolo Borsellino, i timori, quasi la certezza di essere eliminato, in nome di una verità che sta emergendo in maniera chiara. La trattativa Stato-mafia, che suscita smemoratezze e ‘non ricordo’ imbarazzanti, è stata descritta con abilità e professionalità da inchiestisti di mafia e di servizi segreti (oggi esce l‘e-book di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza ‘Il depistaggio’, per i tipi di Chiarelettere).

Giovanni Mancuso è un compositore. La musica contemporanea, spesso, si trova a scegliere temi di impegno sociale, proprio della quotidianità o del periodo cui appartiene il compositore che decide di giocare la propria forma espressiva creando un contesto che dà, inesorabilmente, informazione.

E’ il caso di questo Film Nero, un audiodocumentario musicale in cui il pregio è nella raccolta delle testimonianze, così come nel montaggio e nella struttura musicale che lo accompagna. Abbiamo scelto questa ‘composizione’ per ricordare non solo l’omicidio di Paolo Borsellino, ma anche l’inquietante massa di letame che ci hanno fatto dimenticare per diversi anni, fino a quando l’attività investigativa tenace dei pubblici ministeri è riuscita a ricostruire alcuni pezzi di un complicato intreccio.Con buona pace di chi pretende immunità speciali.

Buon ascolto.

IL FILM NERO by Giovanni Mancuso

One Response to Via d’Amelio, venti anni fa

  1. mariateresa secli'

    19 July 2012 at 14:23

    Cliccando nelle informazioni vedo che ci sono 107 play e o commenti:
    come dire “non ho parole”; musica e voci suscitano un grande senso di angoscia, ma sopratutto di smarrimento, sentimenti che opprimono, che mettono in forse qualunque anelito di speranza che vorremmo coltivare perchè la verità venga alla luce: Il problema però potrebbe essere un’altro: vogliamo sul serio conoscere una verità che immaginiamo terribile e che ci toglierebbe la fiducia con cui ancora e nonostante tutto ci affidiamo ogni giorno a chi pensiamo rappresenti le Istituzioni? Molti gravi fatti di cronaca dovrebbero convincerci sulla necessità di indignarsi e di denunciare qualunque sopruso o violenza da chiunque venga e verso chiunque agisca e questo dovrebbe essere solo l’inizio di un impegno civico che ci dovrebbe portare a partecipare più attivamente alla “cosa pubblica”.Questo audiodocumentario è’ stata una idea “fortissima”,ha la forza di farci sentire tutti a Palermo…