home » diritti » Gran Bretagna: la Polizia di frontiera ha troppi casi arretrati

Gran Bretagna: la Polizia di frontiera ha troppi casi arretrati

23 July 2012versione stampabile

La Polizia di frontiera britannica ha un arretrato di 276,460 casi di immigrazione e di richieste di asilo che non ha risolto. È stato Keith Vaz, presidente del comitato Affari interni, a rivelare la cifra che oggi, 23 luglio, è stata calcolata per la prima volta.

Peter Macdiarmid/Getty Images

 

“Si tratta di un arretrato che in termini numerici è l’equivalente di tutta la popolazione di Newcastle upon Tyne. Ci vorranno anni per cancellarlo”, ha dichiarato Vaz. “Le autorità di frontiera adesso sembrano avere il loro proprio Triangolo delle Bermuda. È facile entrare ma quasi impossibile mantenere le tracce di tutti, figuriamoci farli uscire”.

La cifra calcolata tiene conto anche dei 150 mila immigrati a cui è stato negato il permesso di soggiorno e di cui le autorità di frontiera hanno nettamente perso le tracce e e degli oltre 101.500 casi di richiedenti asilo che hanno presentato domanda prima del 2007 ma che la Border Agency britannica (UKBA), avendone perso il contatto, sta ancora cercando di rintracciare.

La cifra comprende poi i 21 mila casi di richieste di asilo rimaste irrisolte per anni e i 3.900 detenuti stranieri o connazionali che vivono in attesa di essere espulsi.

Molto pesante, dunque, la relazione della commissione parlamentare, secondo cui “è assolutamente inaccettabile che ci siano tanti casi che l’UKBA deve ancora risolvere”. Secondo i deputati, è fondamentale che l’agenzia agisca immediatamente risolvendo i casi. Criticati, inoltre, anche i tempi tecnici che l’UKBA impiega per espellere gli stranieri una volta emanata la condanna (la media nel 2011 è stata di 74 giorni).

Tra le critiche fatte ai al lavoro svolto dai funzionari di frontiera, c’è anche il modo in cui sono stati trattati i casi riguardanti gli immigrati clandestini. Secondo alcuni rapporti di intelligence, essi sarebbero stati valutati “troppo rapidamente”.

Secondo la Commissione Affari interni, infine, il piano del governo dovrebbe consentire di limitare l’immigrazione in Gran Bretagna, mantenendo però le porte a quanti emigrano nel Paese per motivi di studio.

Rispondendo alle raccomandazioni contenute nella relazione, il portavoce del ministero degli Interni ha però dichiarato: “gli studenti di talento sono i benvenuti nel Regno Unito, ma bisogna introdurre nuove regole per irrobustire il sistema in termini di qualità in modo da permettere di restare solo agli studenti stranieri che meritano veramente”.