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Siria, continuano i combattimenti. Governo ‘ammette’ esistenza di armi chimiche

24 July 2012versione stampabile

Cresce la pressione internazionale sul governo siriano dopo il rifiuto dell’invito della Lega Araba alle dimissioni di Assad e il monito statunitense contro l’uso di armi chimiche paventato dal ministero degli Esteri siriano. Mentre a Damasco e ad Aleppo sono continuati nella notte e per tutta la mattinata i combattimenti tra forze governative e forze legate all’opposizione, nel carcere di Aleppo una rivolta dei detenuti ha provocato otto morti.

BULENT KILIC/AFP/GettyImages

Il portavoce del ministero degli Esteri, Jihad Makdissi, ha dichiarato ieri che la Siria non userà armi chimiche o altre armi non convenzionali contro i civili, ma solo in caso di attacco esterno. “Qualsiasi stock di armi chimiche o non convenzionali possa mai esistere non sarà mai usato contro la popolazione siriana – ha detto Makdissi –, ma in caso di aggressione straniera saranno i generali a decidere come usarle”.

Il Pentagono ha risposto all’implicita ammissione dell’esistenza di un deposito di armi chimiche con il monito del portavoce George Little: “La Siria non pensi nemmeno per un attimo di usarle”. Il segretario dell’Onu Ban Ki-Moon, in visita a Belgrado, si è detto “molto preoccupato che la Siria possa mettere mano all’arsenale chimico”. Ieri l’offerta di un salvacondotto per Assad e famiglia, avanzata dai ministri degli Esteri della Lega araba in cambio delle dimissioni del leader siriano è stata respinta. “Ci dispiace che la Lega araba sia scesa fino a questo livello nei confronti di un suo Stato membroE, ha risposto Makdissi, che ha aggiunto: “La decisione su Assad spetta solo al popolo siriano, unico arbitro del destino del suo governo”. Sulla stessa linea l’Iraq, guidato dallo sciita Nuri al Maliki, vicino alle posizioni di Damasco. Mentre dalla Russia il premier Monti ha suggerito “una soluzione consensuale che ricalchi il modello libanese con un governo di transizione che comprenda tutte le componenti della società siriana”, i ministri degli Esteri dell’Ue hanno approvato una nuova (la diciassettesima) tornata di sanzioni contro il regime siriano e hanno rafforzato l’embargo sulle armi, introducendo la possibilità di ispezioni su navi e aerei sospettati di trasportare armi per Damasco. Gli Stati membri dell’Ue saranno tenuti a inviare ispettori a bordo di navi o aerei sospettati di trasportare armi o altro tipo di merci per il regime siriano che possano essere impiegati per la repressione della rivolta. Tra i provvedimenti adottati c’è il congelamento dei beni e il divieto di entrare nell’Ue per 26 individui e tre enti legati al regime di Bashar al-Assad, che si aggiungono alle 129 persone e 49 enti già presenti nella ‘lista nera’.

2 Responses to Siria, continuano i combattimenti. Governo ‘ammette’ esistenza di armi chimiche

  1. Andrea

    24 July 2012 at 12:27

    Il fosforo bianco usato in Palestina è un’arma chimica?

    • Aglieglie Bratsorf

      24 July 2012 at 13:36

      nooo, quello era un regalo dell’esercito etico dell’unica democrazia del MO ai Palestinesi di Gaza per farli diventare più intelligenti