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Si torna a combattere nell’est del Tagikistan

26 July 2012versione stampabile

Rimane molto alta la tensione nella regione autonoma del Gorno-Badakhshan, nell’est del Tagikistan, teatro negli ultimi giorni dei più violenti scontri armati registratisi nel Paese centrasiatico dalla fine della guerra civile, quindici anni fa.

(STR/AFP/GettyImages)

Ci sono dubbi sulla tenuta della tregua unilaterale proclamata ieri dal presidente Imomali Rakhmon, il quale martedì aveva ordinato un’offensiva militare contro le milizie dell’opposizione islamica locale fedeli al comandante Tolib Ayombekov, ex signore della guerra antigovernativo ai tempi della guerra civile.

L’operazione militare delle forze governative, condotta nei dintorni capitale regionale Khorog, a ridosso del confine afgano, è scattata dopo l’uccisione del generale Abdullo Nazarov, capo del Comitato di Stato per la Sicurezza Nazionale, assassinato il 21 luglio dagli uomini di Tolib Ayom Bekov.

Secondo fonti governative, fino alla dichiarazione della tregua i combattimenti avrebbero causato 42 morti: dodici soldati e trenta miliziani. Ma fonti locali, non confermate, parlano di oltre 200 morti, tra cui moltissimi civili coinvolti negli scontri.

Le forze governative avrebbero infatti fatto massiccio uso di elicotteri e artiglieria anche alla periferia di Khorog. Testimoni locali hanno riferito all’agenzia Reuters di decine di cadaveri abbandonati per le strade e di soldati e blindati che presidiano le strade.

All’origine degli scontri, che rischiano di rinfiammare il separatismo dei pamiri sciiti ismaeliti, l’irrisolta contesa sul controllo di questa regione, terra di ribelli fin dai tempi delle rivolte antizariste dei basmachi musulmani, e da anni via di transito del traffico di eroina afgana. Traffico in cui sono coinvolte sia le autorità governative che le opposizioni islamiche che governano la regione.

A destabilizzare ulteriormente la situazione in questa regione contribuisce il recente rafforzamento della presenza di forze islamiche fondamentaliste legate ai talebani e ad Al Qaeda, e considerate vicine alle fazioni più oltranziste dell’opposizione tagica.